08/01/13

non c'è disfunzione

È passato un anno da quando scrissi che l'idea di un blog era stata di un amico che mi stava aiutando in un periodo problematico della mia vita.
Testualmente: Gli parlavo dei blog che leggevo e lui a conoscenza delle mie problematiche espressive mi esortò a provare a scrivere. 
Falso.
Non completamente, ma falso.
Non so scrivere, non sono uno di quelli bravi, questo è un dato di fatto ed è in parte causa delle problematiche espressive e del disagio che provo per ogni cosa che ho scritto, ma la realtà è che non ho un cazzo da dire, non ho niente che realmente valga la pena e voglia dire.
E in questo senso aveva ragione lui.
Non c'era altro modo che provare per capire qual era la disfunzione.

21/12/12

a proposito dei marò

Trovo gradevoli le persone:
consapevoli della merda in cui sguazzano,
che valutano gli avvenimenti tenendo conto del contesto,
che applicano gli stessi principi per tutti, anche per i loro compagnucci rapiti in paesi del cazzo,
che non sputano in aria sapendo che c'è qualcuno che gli sta tenendo l'ombrello,
che non sputano a chi gli tiene l'ombrello.
È per questo che tra i lettori de La Repubblica dubito di trovare persone a me gradite.

15/12/12

logiche alleanze

In linea di massima ritengo non si debba prestare attenzione più di tanto alle parole di gente vestita con tonache e cappellini strani. Mi aspetterei però una risposta dai rappresentanti di uno Stato che sulla carta dovrebbe essere laico, a maggior ragione in un periodo di campagna elettorale.
In breve: è possibile sapere cosa cazzo ne pensano i vertici del PD delle esternazioni del Papa?

A proposito poi dell'incontro con il presidente del parlamento ugandese, Stato membro dell'ONU in compagnia di Sudan, Iran, Arabia Saudita e tutte le allegre teocrazie che infettano il pianeta: siamo sicuri che le risoluzioni ONU valgano più della carta con cui quotidianamente ci si pulisce il culo?
Perché questi sono gli autorevoli membri (nel senso di cazzi) che hanno fatto salire le endorfine delle anime belle di questo paese che in quanto a coerenza lasciano decisamente a desiderare.

11/11/12

avrei preferito parlarvi del derby ma non l'ho visto

   In occasione dei festeggiamenti di Halloween Don Ermes Macchioni sacerdote esorcista della diocesi di Sassuolo avverte del pericolo che queste manifestazioni demoniache rappresenterebbero  per i nostri cuccioli affermando, tra l'altro, che nel 1800 (ritengo oltre ogni ragionevole dubbio che intendesse 1600, ignoranza o refuso) questi spiriti avrebbero confessato.
Avvalendomi soprattutto di un testo molto ben scritto: "Una storia notturna" di Carlo Ginzburg cercherò di tracciare sommariamente quello che è stato il percorso dei processi per stregoneria che hanno funestato per secoli l'intera Europa.  

   Cominciano nel 1400 in tutta Europa i processi e le persecuzioni ai danni di streghe e stregoni, accusati di partecipare al Sabbat, che si protrarranno per quasi tre secoli. I raduni avvengono di notte in posti isolati. I partecipanti arrivano volando a cavallo di animali, manici di scopa, oggetti vari o trasformati in animali essi stessi. Il rituale d'accesso prevede la profanazione dei sacramenti e il rendere omaggio al Diavolo presente in forma umana, animale o semi animale. Si mangia balla e tromba. Si ricevono prima del ritorno a casa unguenti a base di grasso di bambino e altro.
Questo è il quadro piuttosto omogeneo che esce dai verbali dell'inquisizione e che contrasta con la varietà delle credenze dei sottoposti a processo; lo stesso termine Sabbat compare tardivamente. È presente una grande varietà locale di definizioni: striaz, barlòtt, akelarre... Si rende necessaria una omogeneizzazione dei fenomeni;  la tortura, come esplicitamente riportato nei verbali dei processi, è il mezzo per ottenere confessioni aderenti ad uno stereotipo che va formandosi e che si cristallizzerà nella forma che è giunta ai giorni nostri.

         Come si arriva a tutto questo:

   Il fenomeno nasce nella prima metà del 1300 in Francia. I lebbrosi accusati d'aver cospirato ai danni dei sani vengono imprigionati ed uccisi con la condanna del Papa e l'esplicita autorizzazione del re Filippo V il Lungo (Editto di Poitiers del 21 giugno 1321). Chi non confesserà dovrà essere sottoposto a tortura e una volta che l'avrà fatto mandato al rogo, le donne incinte che confesseranno dovranno essere tenute in vita fino al parto e svezzamento del figlio, quindi bruciate. L'attenzione della Chiesa alla vita-a-venire ha radici lontane com'è facilmente rilevabile.
Tutti i beni dei segregati e bruciati saranno naturalmente confiscati.
Si afferma che i lebbrosi abbiano goduto della complicità degli ebrei e la conferma arriva dalle confessioni dei capi lebbrosi che dichiarano (sotto tortura) d'essere stati pagati da un ebreo per spargere polveri avvelenate nelle fontane.

   Mentre l'ipotesi del complotto prende piede il popolino non attende ordini dall'alto, chiude gli accusati nelle case e vi appicca il fuoco. Le versioni sono varie, ma la più "attendibile" vuole a capo il re di Granada che incapace di vincere i cristiani in battaglia si rivolge agli ebrei promettendo ricompense e addirittura regni, questi dichiarandosi troppo sospetti allo scopo ne affidano la realizzazione ai lebbrosi, previa abiura della loro fede con l'aiuto del Diavolo.  Da Carcassonne la notizia della congiura si diffonde alimentando la violenza nei confronti di ebrei e lebbrosi spontaneamente linciati dal popolo. Le autorità e la Chiesa intanto si adoperano, tranne rari casi di condanna, nella fabbricazione delle prove: il 4 giugno, a Pamiers, Guillame Agassa responsabile del lebbrosario di Lestang viene processato e confessa dando prima una versione non soddisfacente e successivamente descrivendo minuziosamente i particolari del complotto. Superfluo dire che viene torturato già prima dell'inizio degli interrogatori.

   Gli elementi di conferma a questo punto ci sono tutti. Filippo di Valois (che diverrà re) informa il Papa dello sviluppo degli eventi, di manifestazioni come terremoti e globi infuocati caduti dal cielo (Apocalisse, 6, 12-13) e del ritrovamento nella casa di un ebreo, tale Bananias, di una pelle di montone su cui in lingua ebraica è riportata la promessa di sottomissione di tutto il popolo di Israele al re di Gerico, Gerusalemme, Hebron: il potentissimo Amicedich. La lettera viene consegnata comunicando l'intenzione di partire per una crociata. Superando la precedente moderatezza Giovanni XXII che, nel recente passato, aveva mostrato benevolenza nei confronti della comunità ebraica intervenendo in sua difesa contro le violenze avalla il processo e dà luogo già dal 1322 all'espulsione degli ebrei dai propri possedimenti. Gli avvenimenti saranno da qui pianificati e organizzati, soprattutto per ciò che riguarda gli averi dei condannati.

   Alla fine del 1347 la peste sbarca in Europa e riprendono le violenze spontanee ai danni degli ebrei. All'inizio della settimana santa il ghetto di Tolone è invaso e saccheggiato, circa quaranta ebrei (uomini, donne e bambini) furono massacrati. La violenza si diffonde velocemente (Hyèries, Riez, Digne, Manosque, Forcalquier) una sequela di aggressioni che raggiungono il culmine il 16 maggio 1348 a La Baume dove gli ebrei vengono uccisi tutti, si salva solo Dayas Quinone che si trovava ad Avignone.
I massacri si estendono anche alla Spagna, in occasione del funerale di un morto di peste a Barcellona la folla massacra gli ebrei. Si moltiplicano processi e violenza popolare fino al 1409 quando faranno la loro comparsa nuovi attori sulla scena: "alcuni cristiani con la complicità dei perfidi giudei avevano istituito nuove sette e culti proibiti".
Inizia la persecuzione di streghe e stregoni di cui parleremo in seguito.

02/11/12

la vostra idea di democrazia


Sostiene Michele serra sull' amaca che: chi si astiene alle elezioni non potrà poi lamentarsi.
Questa cosa fa il paio con un articolucolo su L'Espresso in cui ci viene, per vie traverse (manco tanto), spiegato che non votando si fa come la mafia che non vota più, come faceva, per il PDL e non potendo farlo per i buoni, per gli onesti (PD), va al mare.
Sulla linea politica di questi signori c'è ben poco da dire, che dire del nulla? L'onestà non è argomento di programma, anche se l'avversario fosse il demonio in persona. È il minimo sindacale per essere a piede libero, sempre che non si sia deputati o giornalisti.
Michele Serra, che dev'essere un'autorità, vista la premura di chi dissente dalla sua stronzata nel dichiarare comunque la propria stima al cazzaro titolare dell'Ufficio Concessione Diritti Politici e Civili che ci illumina, invece, con opinioni di una banalità che solo gli elettori del Pd non colgono.
Dalla prossima tornata elettorale chi non voterà perderà i diritti civili, speriamo anche la cittadinanza ché sta storia d'essere cittadino d'un paese in cui si dà rilievo a opinioni che coincidono con quelle di mio cugino, idraulico con la terza media strappata con i denti, comincia a starmi pesantemente sui coglioni.

24/10/12

sottopassaggio

Ad accoglierti al mattino, se così si possono chiamare le quattro, è l'odore dolciastro dell'urina che sembra trasudare dalle pareti. Sarebbe necessario tirar giù l'intonaco. Le ore popolate di pappagalli con le finestre serrate in cui i vapori urici hanno impregnato le porosità della malta continuano a manifestare i loro effetti nelle notti d'estate, effluvi che godono dell'effetto sinergico dell'umidità di palude bonificata. Scendere dal letto come insetto attero per pisciare, preparare un caffè e uscire prendendo la borsa con la colazione. Loro, contenti del fresco, t'accolgono festanti, il rumore metallico del cancello smorza gli entusiasmi di due terzi del branco, il restante già corre annusando pisciate di cane per la darsena, svolta poi a destra e si avvia ad elemosinare pane al forno di Bozzetto.

19/10/12

venerdì

Sono uscito per andare a prendere un caffè ché ho perso il treno ed erano sotto al portico della stazione. Lui a terra con il culo sui talloni e le ginocchia divaricate ad accogliere l'abbraccio. Mentre il piccolo lo stringe al collo il papà prende la testolina tra le mani e la copre di baci, poi, approfittando del fatto che si è ficcato con il viso nell'incavo tra il collo e la spalla apre non visto la valigia a terra al suo fianco e ne estrae una maschera acquistata allo scopo, la indossa, si stacca : -AAAH SONO UN MOSTRO!- provocando le urla tra il divertito e lo spaventato del figlio. Lei in piedi, vestita per l'occasione, con il mazzo di crisantemi gialli appena ricevuti che li guarda divertita e aspetta in fila per i baci.